Psycho

Rogerino nella foresta

Faccio da tramite al Nostro occulto scrittore nell’ombra, ghost writer di molte delle esternazioni pubbliche di gente del calibro di Bruno Vespa e Maurizio Gasparri, che per ovvi motivi preferisce restare segreto…
Di seguito il suo ispirato pezzo:
Come un monaco anacoretico vecchio stampo e senza licenza, sor Rogerino è tornato nella natura. Immerso nella natura fino al collo. Lontano dai miasmi della vita di città. Lontano dalle faccende professionali o di vario tipo. Lontano dai suoi amati campi in terra rossa. Lontano dalla sua passione ancora più radicale e irriverente come quella per le racchette da raccontare a neofiti e futuri nipoti.
Eh già, solo nella foresta.
 
Disperso così  nelle nebbie della Marca di Centro, quella più genuina e meno costruita, il nostro consuma le sue giornate nell’aurea mediocritas più totale. Una condizione rassicurante e placida, ma di certo priva di quelle emozioni che solo uno slize ad uscire può dare. Pur felice nella sua dimensione di capomastro, circondato da tanta spiritualità e ritemprante calma, egli sotto sotto smania – come non mai – di poter tornare in campo e sfidare quel malandrino di OINOS e i suoi compari dal dente avvelenato. Questi, da parte loro, lo stanno aspettando ansimanti e in trepida evoluzione. Addirittura, per ingannare l’attesa e smascherare le trame di un’estate vestita d’autunno,  si sono inventati un nuovissimo e bislacco torneo supportato da un sistema informativo tanto semplice, quanto invasivo. Un sistema che eroga news in tempo reale, 25 ore al giorno.  Uno strumento, con il reiterato uso, in grado di sedimentare una malattia ancora più pericolosa e letale di quelle  finora conosciute: la Psichotennisia Acuta.
Una affettazione che, forse, il buon Rogerino, nel ventre vorace della sua attuale vita bucolica, vorrebbe a piene mani vivere sulla sua pelle e sulle sue spalle.
Ma l’estate, caro Rog, come una partita di tennis, alla fine deve terminare…
Tieni duro Rog.
Ti aspettiamo by GALE8
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Cibernetyco assolo

Ecco, la ciminiera fumettistica ha ripreso a produrre malsano, inquinante no-sense letterario.

Santiago, ultimo fra stanchi, sporchi e ammalati tennisti, è pronto, di nuovo, a raccogliere strepitii occipitali e ferme paure di chi abbia ancora a cuore un circolo senza tenebra e senza sole.

AVANTI, c’e’ salvezza!!!

La casa del tennis è di tutti, anche dei nuovi padroni in bianco!

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Il sabato dello psyco-tennista

C’è gente che ha bisogno di inviti in carta bollata e organizzazioni previdenti per trovare tempo e modo di giocare. E poi ci sono gli psyco-tennisti, un gruppo di appassionati cultori della nobile arte nel quale sono stato di recente accettato. Per quelli come noi l’organizzazione di un incrocio di racchette è un fatto improvvisato, informale.

Si inizia un piovoso venerdì sera, al termine di una settimana di neve e lavoro, con una semplice telefonata che tutto tratta meno che di un rendez-vous tennistico. Ad un tratto il discorso si interrompe e si fa largo la solita, semplice domanda: ma domani mattina, per caso, hai tempo per giocare? Santyago risponde affermativo: nel giro di due minuti messaggio di conferma e il disastrato (nonchè bagnato e poco illuminato) campo 6 è prenotato.

La sveglia del giorno dopo ti regala la sorpresa: l’sms di un altro dei nostri eroi (quell’Oinos che scrive meraviglie..) che all’una di notte non ha altri nobili pensieri se non proporti un’ora di tennis per l’indomani. Come fai a tirarti indietro? Nessuno psyco-tennista lo farebbe! Ripondi “ok, proviamo… se ti fidi della mia tenuta fisica e troviamo un campo libero, ci sono”

La sorte avversa ha alluvionato il circoletto, innescato frane e illuminato le già potenti intenzioni visionarie di un arzillo vecchietto (profeta di Tennis ed esperto di palloni per coprire i campi). Questa volta però la stessa sorte ci è amica: il campo libero c’è e due ore di tennis mi attendono.

Centoventi minuti che iniziano con i soliti combattuti scambi con Santyago: il nostro incredibile lottatore si catapulta da una parte all’altra del campo nonostante un evidente malanno fisico che sembrerebbe interessare la zona inguinale. I doppi e tripli sensi sull’infortunio si sprecano, il clima ne guadagna in allegria e offre a Oinos, nel frattempo giunto al campo, l’occasione per immortalare su pellicola i due manovali della racchetta nelle loro incredibili evoluzioni.

Terminata la battaglia con Santyago, scende in campo un Oinos pimpante. Ogni due scambi ci tiene a puntualizzare di essere a corto di fiato, ma il suo braccio gira veloce e dalla fiammante Prostaff fresca di corde nuove escono bordate degne di un pro. Scivola via il primo set dominato dal suo servizio e segue un secondo che perde malamente dopo aver aggiustato con preziosi consigli il servizio del sottoscritto.

Solo uno psyco-tennista direbbe al suo avversario “senti…secondo me hai un ottimo servizio…devi solo lanciarti la palla 30 cm più avanti sulla prima e accelerare il movimento sulla seconda” per subire poi bordate ai 180 kmh.

Il sottoscritto ringrazia, mette in cascina la solita preziosa sequenza di interessanti consigli, e aggiunge un nuovo capitolo più che positivo allo splendido modo di intendere il tennis che Oinos, Santyago e Ply gli stanno insegnando.

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Fair Play, Psycho

Compagni di rovescio…

La città è piccola, la gente mormora, il circolo è fatiscente… Solo uno sparuto gruppo di folli psychotennisti tiene botta grazie alla mente criminale di Santyago detto Spamman: se ne contano ad oggi più di venti, ma all’inizio erano solo 8 e le loro gesta fanno parte ormai delle storie da raccontare davanti al fuoco nelle notti d’inverno… Il fuoco, spesso, è quello acceso a bordo campo dentro il capannone dell’8 viste le temperature che si raggiungono tra dicembre e marzo, ma questa è un’altra storia…
Fra di loro un recente acquisto segue con dedizione le sorti della combriccola, spalla fedele di Spamman non perde un colpo, cura la distribuzione clandestina del manifesto reazionario del capo e gioca con qualunque cosa respiri… Uno dei suoi avversari (che respira, sì, ma dopo poco con grande affano) è il sottoscritto.
Ci siamo concessi un’oretta clandestina, all’insaputa del Capo, giusto qualche giorno fa. Ormai è bene che lo sappia da me, prima che dalle sue faine…
Muniti entrambi della miglior racchetta al mondo, una Wilson BLX Pro Staff 95 (e chi dice il contrario, viva nella sua beata ignoranza), ci siamo incontrati con baffi finti e parrucca nell’alluvionato Circolo cui evidentemente non bastano le sfighe economiche, le dirigenze dissennate e le piaghe bibliche, e per questo si merita anche smottamenti idrogeologici impietosi…
Il campo 8 ha una piacevole temperatura “cantina” (e per la verità anche l’illuminazione si addice alla metafora), ciononostante iniziamo intirizziti la nostra sessione! Scrollo un po’ della ruggine superficiale (il resto me lo tengo, ci vorrebbero ben altre frequenze di gioco) e cerco di stare dietro al fluido avversario che gioca un gran bel tennis, fatto di colpi precisi, elegantissimi rovesci lungo linea ad una mano (meno male, qualcuno ancora resiste insieme a me!) e ottimi servizi!
La partita è equilibrata, ma soprattutto molto divertente! Almeno io, dal canto mio, me la sono spassata! Fair play da entrambe le parti, scambi degni di nota, gioco di volo d’altri tempi, qualche rally a perdifiato e, vale la pena ribadire il concetto, impeccabili rovesci lungo linea vincenti da manuale (manuale svizzero, s’intende!).
Confido, ottemperati i miei doveri Da Galera con buona pace del Capo, di tornare spesso a giocare con l’amico di racchetta magari, delle due una, in un campo illuminato come si deve o munito di uno degli ultimi ritrovati della scienza in termini di correzione della vista (suggeriti, testati e certificati dal noto odonto-ipovedente!

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Psycho, Psycho Events

Basilea 2013: il viaggio

23/10/2013

Ore 03:54, Cinema Piceno.
Da poco una sagoma scura (e parvemi bassa tanto che mai avea vista alcuna) si era materializzata nella bruma mattutina ed era sgattaiolata subdola al posto-guida. Avevamo appena ricevuto l’OK dal Liberi di Pescara per il decollo: il jet privato della Nakamura Tennis Academy stava per librarsi a folle velocità lungo la A14 alla volta di Milano dove ci attendeva, reduce da una turné, il terzo componente del gruppo: Albània.

Difficile raccontare di cosa si è parlato, dopo aver superato le 88 miglia orarie, nei poco più di 23 minuti di viaggio indietro nel tempo che mi hanno fatto scoprire nuovi emozionanti piani spazio-temporali, attraversati tutti con la spiacevole sensazione che il pilota non sapesse esattamente quali fossero, in ognuno di essi, le leggi della fisica e tanto meno quelle del codice della strada. Solo grazie ai limiti delle autostrade svizzere il trio ha poi potuto riallinearsi all’universo parallelo da cui vi scrivo e nel quale per intenderci, ahimè, Federer ha perso la finale degli Swiss Indoor 2013, ma questa è altra storia.

Dopo aver parcheggiato in un covo di taglia gole allestito in occasione del torneo, un torpedone, sotto una pioggia scrosciante, scortava i tre all’arena: una bolgia infernale fatta di anime prave destinate, tra una partita e la successiva, a girare in senso antiorario attorno al campo centrale, tra fumi di “Pollo Cacato” (sul quale verrà scritto apposito articolo) e calici di Moet…

Era il giorno del Re, che avrebbe giocato la sua “facilissima” partita subito dopo un’estenuante sequenza di bordate da fondo campo ad opera dell’argentino più palloso del mondo contro il bersaglio di turno. Un’attacco di narcolessia da ansia aveva messo totalmente Knock Out The Dentalist che dormiva di gusto sulla spalla di un elvetico intimorito, mentre una curiosa protuberanza faceva la sua prima comparsa sulla guancia destra di quello del gruppo che poi sarà ricordato dagli storici come “Rascal”, ma anche questa, forse, è un’altra storia.

Ore 18:00.
Entra in campo Istominchia, insignificante milionesimo in classifica ATP di poco più in alto nel ranking mondiale di Pierpeppe Da Force.
Ore 18:02.
Vortice di musica anni ’80, turbine di occhi di bue bluastri, saettato dai flash dell’intero stadio, 185cm di altezza per 85kg di peso, sale sul ring ‘O Rre di celestino vestito: Rogiaaaaaaaa’ Federaaaaaaaaa’.
Tensione palpabile, occhio vitreo, mano sudata, cella pure, fasci di muscoli peristaltici in tensione: The Dentalist è rigido come uno dei suoi migliori monconi Straumann quando il suo idolo accarezza il suo primo rovescio.

24 minuti dopo, distogliendo un attimo lo sguardo dal Rettangolo di gioco, avreste visto soltanto una poltiglia grigiastra tenere appena abbassato il sedile reclinabile del posto numero 18, fila 14 della St. Jakob Alle di Basilea: Il Dottor Rosati, The Dentalist, sciolto in un guano fatto di speranze disattese, malinconia, dolore e tanta puzza di cadavere… Istominchia conduceva il primo set 6 a 4.
Tutti sanno ormai che poi, un faticoso 6-3, 6-2, regalerà allo svizzero l’opportunità di scucire altri 169 franchi al suo fan più accanito per farsi ammirare nella prima storica partita contro il suo giovane Padawan Dimitrov colpito, poco prima dell’incontro, da una freccia al curaro lanciata da una cerbottana dalla zona nord dello stadio, ma anche qui è bene non precorrere i tempi.

Molto divertente invece la partita successiva, dove un Dimitrov ancora in ottima forma scherzava con colpi d’altri tempi il povero Stephanek destinato a soccombere in due set senza storia.
Serata conclusa con cena a base di “Pollo Cacato”, ricetta internazionale tipica di ogni ATP 500 e riso in bianco, seguiti più tardi da birretta in centro con l’amico pugliese del Dottore.

 

24/10/2013

Un sonno ristoratore è quel che ci vuole per affrontare una nuova giornata di turismo e tennis nella città natale del Re.

Alle 10:00 tutti pronti: il programma prevede una rapida colazione e un rilassante giro per la città in attesa delle partite pomeridiane.
Rascal, sempre più sfigurato, indossa un elegante Levi’s 507 chiaro abbinato egregiamente ad una camicia inamidata sopra alla quale fa bella mostra di se un maglioncino rosa pallido di cotone leggero, visto il sole che splende alto nel cielo.
Albània, fedele alle tradizioni della sua terra, indossa un pantalone di tuta blu di cotone alla zuava, chiuso in fondo da elastico cannolé su scarpa da tennis fosforescente. Sopra, una T-Shirt di dubbia moralità fa capolino dietro i reverse di velluto nero di una giacca grigio-topo di lana pettinata spina pesce molto avvitata 4 bottoni.

Abbigliamento di The Dentalist:
Capello sale e pepe “non mi pettino dal 98 e mi va bene così”, occhiale Lozza pregevole perché copiato a Rascal in epoche passate; felpa verde-fastidio di cotone con cappuccio che nasconde, ai meno attenti, una polo grigia in evidente stato di decomposizione frutto, spero, di quell’improvvido lavaggio a 90° che costò alla cameriera dell’epoca di prestarsi al primo esperimento di “all-on-four” messo in pratica dal Nostro senza anestesia, in apnea e saltellando sulla gamba sinistra, che tra l’altro diede il là alla fortunata serie televisiva “Dexter”.
Agli arti inferiori panta-collant appartenuti a Platinette prima della dieta di cotone blu sbiadito su calzetto tecnico in polietilene carbonato multicolor a bande orizzontali con sostegno alluce al titanio temperato.
Ai piedi: Nike Air Street-fire Advance Custom nero-fucsia con lacci in kevlar, suola in chewing-gum ultragrip e rialzo 14 centimetri modello sfilata settimana della moda.

Nel pomeriggio, ancora una volta, noia mortale nel singolo tra lo Yoghi depresso argentino e un sommesso Bagdatis, pessima contraffazione di quello che rischiò di sconfiggere Agassi nella celebre semifinale degli USOpen; degna di nota solo la partita del Bulgaro-Padawan contro un inesistente Dolgopolov sconfitto a colpi di racchetta-laser. A seguire spettacolare doppio vinto dalla coppia Thor/Tatù in due set ben giocati. Applausi dalla congregazione di Fantasyland.

Degno di nota lo sfoggio delle capacità di Dentalista del Dottore che, con la sottile arte della Maieutica Socratica, riesce in 3 mosse a convincere Rascal che la sua fame, alle otto di sera, è solo la percezione metafisica di un desiderio trascendente, retaggio di una cultura pragmatica che impone comportamenti sintomatici di un dissidio tra io ed essere che vede l’uno affermarsi sull’altro detronizzandolo dal ruolo di soggetto-oggetto e relegandolo in cucina a preparare brodo con la tartaruga di Achille.

Serata conclusa presso Kebabbaro elvetico gobbo, poco dopo il colpo di scena che vede The Dentalist felice possessore di biglietto milionario per la giornata seguente aggirarsi per le strade della città vestito da signor Bonaventura.

 

25/10/2013

Albania e Rascal in giro per Zurigo da turisti in modalità Econo-Mode.

The Dentalist in assetto da combattimento prende appuntamenti dall’iPad con Ubaldo Scannagatta in sala stampa, per commentare insieme lo stato di forma del suo idolo. Pranza intorno alle 11:30 con l’amico pugliese all’interno del villaggio Novartis grazie ad un buono per due vinto in farmacia dopo le 34 scatole di Benzodiazepina acquistate per seguire l’incontro pomeridiano. Intorno alle 18:30 viene visto aggirarsi circospetto per l’arena con uno strano artefatto azteco che alcuni hanno dichiarato sembrasse una cerbottana… Intanto Albània e Rascal optano per una cena vegetariana in un tipico locale del luogo seguendo la partita su internet, The Dentalist entra in silenzio stampa.

Allo svizzero bastano 2 set mal giocati e trasandati per levarsi di dosso un bulgaro dimesso e falloso, gli stessi 2 set per il cui biglietto il Nostro si era concesso ad un’intera guarnigione di guardie papali in licenza.

 

26/10/2013

Il trio riparte da Basilea tutto sommato soddisfatto, facendo tappa al Vitra Museum che Rascal, ormai tornato alle sue fattezze originali grazie al provvido quanto cruento intervento del dentista di bordo, non vuole mancare di visitare.

Il viaggio è piacevole: The Dentalist è stanco, provato e turbato per la partita che attende il suo eroe contro il fetentissimo Pospisil e non si accorge che Rascal e Albània non sollevano neanche i flaps e se la fanno, carrelli abbassati, in tutta tranquillità.

Alcuni analisti non sanno spiegare esattamente uno strano picco delle azioni di Swisscom intorno alle prime ore pomeridiane del 26 Ottobre 2013 e non saremo certo noi a svelare loro la verità… Certo è che i continui refresh in roaming internazionale operati dal Dentalista sul suo iPhone avranno contribuito non poco all’impennata finanziaria, durante l’avvincente incontro Federer-Pospisil, della compagnia telefonica elvetica che da qualche giorno ha annunciato di voler acquisire Apple in contanti…

La vittoria al cardiopalma induce nel Nostro un desiderio morboso di tartufo che egli tenta di soddisfare ricorrendo a tutte le sue conoscenze più altolocate: riesce nell’impresa grazie a quello che tra le 17:24 e le 17:58 del 14/11/2001 fu il suo migliore amico dell’Onaosi, oggi affermato campione mondiale di lisca in bocca di Cesena, che lo indirizza dal noto pederasta romagnolo “Gigi er fuorimano” che accoglie il trio con un rutto al pepe verde.
Non ho un ricordo preciso del locale, forse anche per via dell’arrivo tempestivo del suddetto amicone che nel ricordare i bei tempi andati nelle brume padovane, produce un sipario di gocce di saliva in sospensione tale da ottenebrare ogni cosa a più di 10cm dal naso.

Rinfrancato dalla rimpatriata e saziata la sua smania di tartufo, il Dentalista vince a mani basse la sua personale sfida con l’asfalto della A14, lasciando nel tratto Cesena-San Benedetto del Tronto diversi centimetri di pneumatici e circa 86,5 litri di Gasolio, costringendo la Citroen a rivedere le sue statistiche sugli stress-test della DS4…

Ore 00:32 del 27/10/2013.
Così come era comparsa pochi giorni prima, allo stesso modo svanisce, nella caligine serale sotto Porta Vescovo, la sagoma scimmiesca del Dentalista, trascinando il suo trolley di malinconia per aver visto con i propri occhi il declino di un eroe.

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Notte psico

Dopo una cena a base di pizza e burro, in un locale vista caminetto… si presenta scombinato come tolem LOSER PEEPche, senza fronzoli e con un giubbino stile unhappy days, esordisce: PLY ON COURTIIIIIIII how are ou? Si capisce da quel poco che ha strappato l’ennesima vittoria da furfante. Lo si capisce di fatto dal laccio sdrucito e unto del codino avvolto su due nodi (di solito quando perde ne fa tre, a mo’ di strozzacollo di pollame).
 
Lentamente, la discussione scivola sull’argomento principe: il tennis. 
PLI E LOOSER  mescolano così ricordi e saggi di immeritata modestia, il tutto sotto lo sguardo contento di 4NOD.
 
Usciti dal locale, LOSER PEEP, stile asino denutrito di montagna, comincia a protestare: Ho fame, ho fame. Per disperazione lo si accompagna a prendere un gelato + yogurt nei pressi di un locale chic della zona. Mentre questi si gusta con piacere la doppia coppa al caffe’, ha anche la forza di dire: MEGLIO STO YOGURT CHE UN ACE AL MATCHPOINT!  Finito lo spuntino prosegue con la sua inarrestabile verve’ oratoria intrisa di auto-commiserazione (perdo sempre, non vinco mai) e qualche verita’ inconfutabile (vinco immeritatamente).
 
Dopo mezzora di peregrinare, sopraggiunge a richiamo, su un caravan mascherato da station vagon blu’cobalto, MISTER X che sceso dall’auto, bofonchia sincero: HO LA FEBBRE GIALLA DEL NILO. A questa dichiarazione, PLI telefona lestamente alla crocerossa internazionale per prenotare un vaccino da inocularsi nell’immediato. Mister nel frattempo apparecchia lo sguardo con il suo ricco bagaglio di pezzi.
 
LOSER scrutando incuriosito la scena, chiede: HAI SCARPE CON TACCO 10?
MISTER X, sorridendo, risponde : CA NE TENG NU’ MONTO (tradotto, ne ho molte e di varie colorazioni).
Apre così lo sportello e mostra ben 10 tipi di scarpe che LOSER, stile brava cenerentola… prova tutte.  Ma senza successo al punto che MISTER X in puro dialetto escalama: MA TU, TIE’ LU 43 SULLA SINISTRA E LU 41 SU LA DESTRA!!!
 
A questa rivelazione, LOSER risale sulle sue super-scarpe rialzate e si chiude a riccio.
Poco dopo, riprende tristemente il giro della morte con PLI, stile TED, che comincia a predicare “CONVERTITEVI AL RABBATOBATISMO….” A queste farneticazioni scende un silenzio rassicurante, interrotto soltanto da un distratto cenno di saluto di Pantero appartato stile padrino in un pub.
 
Dopo 2 ore di nulla, i tre FINALMENTE salutano LOSER PEEP richiamato dall’eco della montagna. Un’altra sera da psico si conclude mestamente…
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CARTA CHE VINCE

Confidi di poter vivere una giornata alla scoperta di gesti tecnici, di segreti, di movimenti e posizioni che ancora non padroneggi pienamente del tennis, quando, come per miracolo di Natale in Lapponia, ti svegli dal sogno e ti appassioni di altro. E si, altro che fa rima con ACO. E già, il famigerato gioco di carte di origine uruguagie tanto in voga al palazzetto del circolo dei toriseduti.  Una bella scoperta vedere infatti 20 giocatori intenti a mescolare carte come diamanti, a riflettere come ragionieri prima di lanciare il colpo, a mormorare vocali stonate prima di esalare un fiotto di soddisfazione. Un bello spettacolo assistere a interpreti magistrali di un gioco così amato e sostenuto. Quasi a dimenticarsi del rettangolo in terra dove, in vero, sono andate in scena penosissime partite inframezzate dal vuoto cosmico. Alla fine, il gioco di carte mi ha pienamente convinto. Da domani, racchetta in soffitta e carte in spalla. Un giorno diventerò il numero uno del circuito. Almeno il secondo.

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